martedì 8 novembre 2022

Ultimo, atto per i restauri del complesso di San.Bernardino


L'allarme della situazione devastante del tetto, quindi dell'acqua che si infiltrava nei muri e addirittura negli affreschi, soprattutto quello di Nicola Moietta, pittore caravaggino del Cinquecento, era stato dato dai volontari che "accudivano" la Chiesta di san Bernardino, permettendone l'uso e le funzioni. Allarme raccolto da Angelo Sghirlanzoni, quindi dal Comitato "Città dell'Adda" che organizzò una conferenza stampa all'interno della chiesa, presenti le testate dei settimanali e quotidiani bergamaschi. Il giorno dopo apparvero sul Corriere Bergamo e sull'Eco, cos' sui Popolo Cattolico e il Giornale di Treviglio, ampi servizi che provocarono interventi sugli stessi giornali nei giorni successivi, fino alla presa di posizione della Soprintendenza delle Belle Arti della Lombardia.
Il Comitato "Città dell'Adda", allargato ai volontari di San Bernardino e personalità caravaggine, ottenne la convocazione di un incontro con il Sindaco Prevedini, successivamente con Italia Nostra di Bergamo ed altri enti iteressati al patrimonio artistico locale.
Ne scaturirono una serie di azioni dell'Amministrazione Comunale e dell'Associazione "Salviamo San Bernardino" nata in quei giorni, quindi ad un'imponente raccolta di fondi, anche privati.
Questa la cronaca vera, ovviamente dimenticata, perchè i meriti se li prendono sempre i generali e non i soldati.
 
Caravaggio, ultimo atto per i restauri del complesso di San Bernardino



 

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